Adrianne Lenker - Songs and Instrumentals
4AD - 2020

Recensione: Adrianne Lenker – Songs and Instrumentals

Adrianne Lenker: canzoni e strumentali in solitudine o quasi.

Adrianne Lenker - Songs and Instrumentals

4AD – 2020

La dimensione “mi nascondo e faccio un disco in solitudine” è ormai un modus operandi alla moda,  adottato in tempi più o meno recenti  da alcuni musicisti di ambito indie, forse nell’intento di  superare un momento di crisi o per cercare nuovi orizzonti. Indovina chi, questa volta, si è rifugiato nell’isolamento per registrare delle nuove canzoni? Dopo la capanna di Bon Iver (For Emma, Forever Ago), la reclusione piena di pensieri di Conor Oberst e lo studio nella seconda casa di Kevin Morby, ora tocca ad Adrianne Lenker.

Adrianne Lenker si allontana temporaneamente dai Big Thief

La frontwoman dei Big Thief si è isolata doppiamente; prima dal gruppo, poi dalla pazza folla, complice il parziale annullamento del tour americano dei Big Thief. Il compagno di fuga, Phil, un amico tecnicamente dotato, si è occupato di cavi, diavolerie elettroniche. I due, tra peripezie anche serie, hanno prodotto una decina di canzoni e due lunghi strumentali. La compagnia, come narra la Lenker nelle note, è stata  varia: il vento, la pioggia, gli sciocchi del caminetto di una confortevole baita e parecchi uccellini pigolanti.  Bassa fedeltà, quindi,  ma non troppo.

 

Sotto questo aspetto si tratta di un sicuro miglioramento rispetto ai più grezzi Nebraska (realizzato da Springsteen con un semplice registratore Tascam)  o The Campfire Tapes (Michelle Shocked accompagnata dal coro estivo di  mille grilli).  I due dischi  distinti, uno con le canzoni (Songs) e uno strumentale (Instrumentals), si sono poi fusi in ciò che abbiamo in mano, ovvero un doppio con  le dieci canzoni in un cd e i due lunghi strumentali in un altro (il titolo è laconico ma preciso).

L’autunno di Songs and Instrumentals

In queste canzoni spoglie, autunnali (e quindi attuali) si apprezza ancor più la voce della Lenker, un timbro particolare, che ricorda vagamente quello di  Kate Bush. I testi sono, come di consueto, incentrati su stati emotivi, problemi sentimentali ed esistenziali, pane e vino per molti dei giovani autori di questi anni. Ben altro, ma in tema,  si ascolta nei due brani strumentali, che sono due lunghe improvvisazioni in punta di corde o di campanelle. Vanno bene  per una mezz’ora di meditazione ma niente di più, pur essendo  piacevoli, innocue e senza sovrapprezzo…

Adrianne Lenker - Songs and Instrumentals
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Fausto Meirana

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Recensore di periferia. Istigato da un juke-box nel bar di famiglia, si cala nel mondo della musica a peso morto. Ma decide di scriverne  solo da grande, convinto da metaforici e amichevoli calci nel culo. Scrive così così, disegna anche peggio, come si capisce qui: www.fausto-meirana.tumblr.com

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