Fredo – Money Can’t Buy Happiness
Since '93 - 2021

Recensione: Fredo – Money Can’t Buy Happiness

Associato di Dave, Fredo ha la sua da dire, come Money Can’t Buy Happiness dimostra.

Fredo – Money Can’t Buy Happiness

Since ’93 – 2021

Fredo è nel rap dal 2016, anche se il suo primo successo, Funky Friday, con Dave, è di due anni più tardi. Poi un esordio su LP nel 2019 e adesso questo Money Can’t Buy Happiness che in UK l’ha portato in cima alle classifiche. Nell’iniziale Biggest Mistake racconta l’infanzia difficile fra Londra e i tentativi inutili della madre di sottrarlo alla violenza della città portandolo a vivere altrove; alla fine della canzone apprendiamo che prima di Dave ne aveva conosciuto il fratello, in carcere. Tuttavia Money Can’t Buy Happiness non contiene un’esaltazione della vita gangsta, ma come altri prodotti del genere la testimonia con crudezza. In particolare, proprio l’incontro con Dave ha indotto nella scrittura di Fredo un cambiamento radicale: via gli stereotipi per prediligere un approccio realistico che decisamente qui ripaga.

Fredo, Money Can’t Buy Happiness e la scena drill

Money Can’t Buy Happiness è un disco sobrio, ottimo esempio di drill inglese, non senza legami con Psychodrama, pur mancando a Fredo la stessa capacità di volare alto in materia di testi. Sorprende come un disco così oscuro, nei testi e nelle composizioni, possa arrivare in cima alle classifiche, ma è evidentemente segno del gusto di una parte di un pubblico che non si riconosce nel pop tradizionale, nonché dimostrazione della capacità del rap (soprattutto nelle versioni trap/drill) di catturare l’immaginario dei nostri tempi, anche se la maggior parte dei fruitori sono giovanissimi molto lontani dal tipo di vita esperita da Fredo.

 

Per qualche hook cantato, come in Ready con Summer Walker, il resto di Money Can’t Buy Happiness scorre senza cedimenti a un suono più leggero. Fredo se la cava benissimo da solo, è un buon rapper, una specie di ponte fra lo stile di Dizzie Rascal e quello di rapper più contemporanei, quali Headie One e lo stesso Dave. Proprio in compagnia di quest’ultimo mette a segno il brano migliore del disco, l’eccellente Money Talks. Buona anche la collaborazione con Pop Smoke (su Burner On Deck), il campione della drill newyorkese precocemente scomparso.

Un disco riuscito

Compatto, veloce con i suoi 40 minuti o poco più, Fredo – Money Can’t Buy Happiness fa centro sotto ogni punto di vista pur non proponendo niente di sostanzialmente nuovo. Però il disco scorre veramente bene con una logica interna dai racconti d’infanzia con i quali si apre alla dedica agli amici morti della conclusiva What Can I Say. Più vivo e vero di molta produzione contemporanea della trap americana, merita il successo che ha avuto.

Fredo – Money Can’t Buy Happiness
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Mi piace la musica senza confini di genere e ha sempre fatto parte della mia vita. La foto del profilo dice da dove sono partita e le origini non si dimenticano; oggi ascolto molto hip-hop e sono curiosa verso tutte le nuove tendenze. Condividere gli ascolti con gli altri è fondamentale: per questo ho fondato TomTomRock.

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